Secondo corso della serie https://www.coursera.org/learn/financial-accounting-advanced, appunti.
Asset Recognition
Un asset puo’ essere ritenuto tale se rispetta due criteri:
- fornisce un beneficio quantificabile
- l’azienda puo’ disporne a seguito di una transazione passata
Gli asset possono essere tangibili, se possono essere toccati, come un palazzo, un terreno o un inventario oppure intangibili, come brevetti e marchi.
Spese di R&D non sono asset, in quanto i benefici non sono quantificabili.
Asset fissi
Gli asset che hanno durata superiore all’anno, come macchinari e palazzi, sono detti asset fissi o PPE (plant, property and equipment). Gli asset fissi sono contabilizzati con un valore che considera tutte le spese sostenute per acquisirli, compresi costi di trasporto, assicurazioni pagate durante il delivery, etc…
I costi sostenuti dopo l’acquisizione possono essere contabilizzati come un aumento di valore dell’asset se vale una delle seguenti condizioni:
- aumentano la produttività
- aumentano la vita utile dell’asset
- diminuiscono costi operativi
In tal senso, la manutenzione ordinaria non porta ad un aumento del valore dell’asset.
Il valore degli asset fissi decresce nel tempo. Il processo è detto depreciation per gli asset tangibili, depletion per le risorse naturali e amortization per gli asset intangibili.
Il processo di deprezzamento richiede la determinazione di tre parametri:
- la vita utile del bene
- il valore residuo del bene a fine vita
- il metodo di deprezzamento
Il metodo puo’ essere lineare (ogni anno il bene perderà una parte del valore) o anche accelerato (il bene perde più valore nei primi anni, meno negli anni successivi). L’importante è che il metodo non cambi nel tempo.
Il deprezzamento è contabilizzato in un contra-asset account detto accumulated depreciation.
Se un asset viene venduto prima del termine della sua vita utile, si puo’ realizzare un utile o una perdita. Per determinarlo, occorre calcolare il net book value.
Il net book value é calcolato come prezzo di acquisto – deprezzamento accumulato. Se il prezzo di vendita é superiore al net book value, si ha un utile. Viceversa, si ha una perdita.
A bilancio è possibile riportare sia il PPE lordo (gross PPE) e l’accumulated depreciation oppure riportare solo il PPE Netto (net PPE), cioé PPE Lordo – accumulated depreciation.
Un asset fisso puo’ subire un’improvvisa perdita di valore dovuto ad eventi casuali. Si pensi ad esempio ad un incidente che danneggia un veicolo o un terremoto che danneggia un palazzo.
Quando un evento del genere accade, si parla di asset impairment e si procede a rimuovere la accumulated depreciation, a ridurre il valore dell’asset, a contabilizzare una perdita in modo permanente.
Liabilities
Affinché una liability, ovvero il sacrificio di risorse a causa di una transazione passata, sia riconosciuta a bilancio deve rispettare due requisiti:
- deve essere misurabile
- deve essere relativa ad un contratto eseguito
alcuni esempi sono account payable, unearned revenues, prestiti bancari e obbligazioni.
Le liabilities possono essere di breve termine e di lungo termine. Le liability di breve termine sono contabilizzate al valore nominale (quindi senza considerare interessi o sconti). Le liability di lungo termine vengono contabilizzate al valore corrente, quindi scontando il tasso di interesse.
Ci sono liabilities che non si conformano perfettamente ai requisiti sopra esposti:
- Le contingent liabilities sono possibili uscite che l’azienda potrebbe dover sostenere in futuro. Se l’evento scatenante è probabile, si crea una liability. Se é possibile, si puo’ indicare in una footnote. Se é poco probabile, si ignora.
- Le garanzie (warranties) costituiscono un’altra forma di liabilities. Se i costi associati alla garanzia sono stimabili e non trascurabili, devono essere tracciati.
- Le third party collections, ovvero soldi che l’azienda deve raccogliere dai fornitori per conto di altri. Solitamente sono short term.
Shareholder equity
Il terzo blocco dell’equazione fondamentale insieme ad asset e liability è costituito dalla shareholder equity. Con shareholder equity (SHE da qui in avanti) si intendono gli asset dell’azienda finanziati dai proprietari stessi. Le transazioni tra l’azienda e gli shareholder non generano utili o perdite.
La SHE cambia per via di tre tipi di transazioni:
- Equity issuance (emissione di nuove azioni)
- Profitti (ad es, a seguito del ribaltamento dell’income statement)
- Distribuzioni (dividendi e riacquisti di azioni)
Vediamo per prime le Azioni (shares). Le azioni hanno un par value, o valore nominale, solitamente molto basso. Quando vengono emesse, gli shareholders versano solitamente un importo superiore al par value per ogni azione. L’importo eccedente il par value è detto additional paid-in capital (APIC).
Un’azienda puo’ emettere un numero massimo di azioni, detto authorized shares. Le azioni effettivamente emesse sono dette issued shares. Le azioni effettivamente circolanti sul mercato sono dette outstanding shares e sono date dalla differenza tra issued shares e le azioni riacquistate dall’azienda stessa, dette treasury stock.
I dividenti vengono contabilizzati come riduzioni dei retained earnings. Pertanto non sono contabilizzati come spese e non modificano l’income statement.
I riacquisti di azioni vengono contabilizzati in un contra-equity account (quindi con valore negativo) detto appunto treasury stock. I riacquisti di azioni portano solitamente ad un apprezzamento delle azioni stesse. Inoltre, aumenta gli earnings per share. Gli earning per share sono infatti calcolati come net income/ # of outstanding share.
Oltre alle common stocks (azioni comuni), esistono altri tipi di azioni.
I preferred stock possono avere alcune delle seguenti caratteristiche
- hanno diritto ad un certo ammontare di dividendi predeterminati, solitamente superiori ai common stock.
- possono essere convertibili in common stock
- possono avere divindenti cumulati e prioritari rispetto ai common stock.
- possono essere callable, ovvero essere ritirate in qualsiasi momento ad un certo prezzo.
solitamente peró questi vantaggi sono controbilanciati dalla mancanza di diritto al voto.
Le nuove emissioni possono avvenire sull’open market, cioè essere aperte a tutti i partecipanti al mercato. Sono soggette a diritti di prelazioni da parte degli shareholder esistenti. Oppure possono essere aperte solo a shareholder esistenti (rights issue). Possono essere usate invece dell’erogazione di dividendi (stock dividend). Possono essere emesse ad un par value inferiore al posto di shares circolanti (si parla di stock split). Oppure possono essere date come bonus, senza impatti monetari.
Per finire, introduciamo il concetto di Diluted Earning per share. Questo valore considera anche i preferred stocks convertibili e di bond convertibili.
Cash flow statement
L’income statement non dice nulla sulla liquidità di un’azienda. Il cash flow statement (CFS) riassume in modo sistematico i flussi in entrata e in uscita in un certo periodo.
Questo documento serve ad un osservatore esterno per capire come un’azienda genera denaro e come lo spende, aiuta a valutare le decisioni del management a confrontare gli utili riportati con i risultati operativi e a predire i futuri flussi di cassa.
Il cash flow statement si compone di tre parti:$
- CFO, cash flow from operating activities, ovvero flussi di cassa generati dall’operatività principale dell’azienda.
- CFI, cash flow from investing activities, ovvero flussi di cassa dovuti ad investimenti (ad esempio, acquisizione di fixed assets)
- CFF, cash flow from financing activities, ovvero flussi di cassa dovuti ad operazioni finanziarie (ad esempio, pagamenti di dividenti, debiti, etc…)
La preparazione del CFS secondo il metodo indiretto (evidentemente ne esiste anche uno diretto, ma il corso non lo cita) richiede i bilanci degli ultimi due anni, l’income statement e alcune informazioni aggiuntive (dividendi, etc…). Si calcolano le tre componenti separatamente nel modo seguente:
Il CFO si calcola partendo dal net income, aggiungendo le non-cash expenses (deprezzamenti, etc…), togliendo perdite/aggiungendo guardagni e quindi considerando l’aumento o diminuzione dei short term operating assets e liabilities. Le variazioni sugli asset sono contabilizzate con segno opposto.